Author: persorsi

Viaggio nei Balcani, capitolo 1

Attraversare i Balcani occidentali è un viaggio nel viaggio. Il paesaggio si trasforma, fuori dal finestrino, mentre si scende attraverso la Slovenia e la Croazia, ci si spinge fino al Montenegro per risalire in Bosnia Erzegovina, sempre più a Est. Cambiano i colori, dalle pietre abbaglianti delle case di Dubrovnik, al grigio dei palazzi della Novo Sarajevo. Cambiano i volti, dai fisici atleti dei croati, alle donne velate della Bascarsija. Cambiano i campanili, che lasciano il passo ai minareti. Cambiano i sapori, dai risotti di mare della costa, ai piatti virili di carne del Montenegro. Visitare i paesi della ex Jugoslavia, cuciti tra loro come una trapunta colorata, meriterebbe mesi di viaggio e anni di comprensione, ma anche una sola settimana passata a macinare chilometri è così ricca da sentirsi sazi. Ma il percorso che propongo qui è comunque un assaggio di questa terra di confine tra Asia e Europa, in cui troppo spesso si è accesa la miccia innescata da rancori antichi, conflitti religiosi, istinti primordiali. Ma anche una terra divisa fra montagne severe, verde scintillante (piove parecchio in effetti) e mare di un azzurro intenso. Come l’ho scelto. …

Un weekend a Palermo

Perché Palermo Cambiare aria per tre giorni si può e senza andare troppo lontano. Una meta ideale e organizzabile anche all’ultimo potrebbe essere Palermo. Io ci sono appena stata, andata e tornata con un volo davvero low cost (60 euro andata e ritorno da Bologna con Ryan Air) con un’ottima combinazione di orari (partenza alle 6.30 e ritorno alle 23.30). Per prima cosa consiglio un B&b, in posizione strategica: ‘La via delle biciclette’ è a cinque minuti tanto dalla stazione che dai Quattro canti, punto di partenza per girare il centro storico. Nella stretta via (un tempo qui c’era il ghetto ebraico) che odora di camere d’aria, si varca un portone e si sale per due piani, fino alla vista sui tetti. I giovani proprietari Manlio e Manuela si prodigano in consigli per gli ospiti e le camere sono arredate con uno stile che fa un po’ Amélie Poulain, ma decisamente accogliente. Mi hanno colpita la pulizia e le brioche della colazione. Ottimo anche il prezzo (doppia a partire da 70 euro). Giusto per farsi un’idea, un blitz di questo tipo costa circa 250 euro. Perché andare. Lasciarsi il ‘continente’ alle spalle è emozionante. Palermo è come una porta …

Ristoranti della domenica: sulle colline modenesi

In questa pazza primavera, che regala qualche sprazzo di sole, ecco una nuova puntata con i ‘ristoranti della domenica’. Questa volta siamo fra Modena e Bologna, dove, notoriamente, difficilmente capita di mangiare male. L’osteria che propongo qui si chiama Villabianca -da Ida e Anselmo Tagliazucchi e si trova sulle colline di Marano sul Panaro, pochi chilometri dopo Vignola. Come nelle migliori tradizioni, la scoperta del posto è stata casuale: cercavo un ristorante che proponesse anche borlenghi, cosa che non è scontata neanche nel fine settimana, e mi sono imbattuta in lusinghiere recensioni di questo locale su TripAdvisor.  E dunque l’ho testato. I punti di forza dell’osteria sono due: la posizione e la veranda. Si trova su un cucuzzulo vicino a una romantica chiesetta e l’occhio si perde sulla vallata. Vista che si gode, appunto, dalla sala, che non cerca di essere a tutti i costi tradizionale, chessò con le solite tovaglie a quadrettoni. Anche perché l’occhio vi sarà caduto prima sugli antipasti a buffet a centro campo. Sarete invitati a servirvi per ingannare l’attesa: si va dalle crocchette di verdure a una …

Il Vinitaly 2013 in dieci produttori

Lo so, il Vinitaly è ormai finito da giorni, ma ecco qui alcune note veloci, raccontando di qualche bella sorpresa e di qualche piacevole conferma. Per impegni di lavoro sono riuscita ad andare solo nella giornata di apertura, che non è mai l’ideale visto i quantitativi di gente, decisamente non tutta addetta al settore. Regionale delle 8 di mattina da Bologna, alle 10 sono dentro la fiera, per uscirne solo alle 18.30. Quaranta degustazioni circa, per sette regioni visitate. Questi i numeri, vediamo i vini. Emilia Romagna Prima il saluto di rito agli amici dell’Emilia Romagna. Ancora una volta merita una sosta la Fattoria del Monticino Rosso di Imola (ne avevo già scritto qui se vi va di saperne di più). L’azienda dei fratelli Giovanni e Luciano Zeoli presentava un Sangiovese completamente privo di solfiti (davvero gioioso, vivace nel colore dai sentori di frutta rossa giovane) e il loro vino di punta, il Codronchio. Questa bottiglia (assai premiata) esprime tutte le potenzialità di invecchiamento dell’Albana e le sue declinazioni. Le uve infatti fanno un riposo sur lies e lo …

Dove mangiare a notte fonda a Bologna

Voglio che i professionisti che leggono queste pagine le apprezzino per quelle che sono, e cioè uno sguardo sincero all’esistenza che molti di noi hanno condotto e respirato per la maggior parte dei propri giorni  e delle proprie notti, a detrimento della ‘normale’ interazione sociale. Non avere mai un venerdì o un sabato sera liberi, lavorare sempre durante le vacanze, essere indaffarati soprattutto quando il resto della popolazione è appena uscita dall’ufficio, generano una visione del mondo a volte peculiare, che spero i miei colleghi chef e cuochi riconoscano.  Anthony Bourdain, ‘Kitchen confidential’ Volevo scrivere questo post da tempo. Ma la spinta decisiva è arrivata dopo una serata organizzata dall’Ais di Bologna cui ho partecipato di recente. Il tema era quello delle osterie bolognesi dagli anni Venti a oggi con due testimoni che di aneddoti ne avevano parecchi da raccontare: Carlo Faccioli, ex titolare della storica osteria di via Altabella Olindo Faccioli (il padre) e Nicola Spolaore, figlio di quel Luciano che gestì fino a pochi anni fa l’Osteria del Sole (vicolo Ranocchi). Sono stati loro a guidarci in …

Ponte Alidosi

Ristoranti della domenica: Castel del Rio

Anche se la primavera mi sembra ancora parecchio lontana, almeno da queste parti, inizio a scrivere di giretti domenicali. E, in particolare, di qualche ristorante. Vorrei cominciare da uno che mi piace molto: si trova a Castel del Rio, sulle colline a cavallo tra la Romagna e la Toscana (ma, di fatto, a circa un’ora da Bologna), ‘il Gallo’. Ci sono stata domenica scorsa con alcuni amici di Imola: era la terza volta e le buone impressioni delle precedenti sono state confermate. Il ristorante si trova nella piazza centrale del paese, ma sul retro si affaccia sulla Vallata del Santerno. A proposito, Castel del Rio da queste parti è famoso per almeno quattro motivi: il ponte Alidosi, un esempio ardito di ingegneria civile del Cinquecento, il Palazzo (sempre Alidosi), altro gioiello rinascimentale unico su questa fetta di Appennino e perché  qui su è ancora bello fare un tuffo (anche se in teoria non si potrebbe) nel fiume Santerno. Infine, la gastronomia, il paese è famoso per il Marrone Igp (cui viene dedicata una lunga sagra a ottobre) e un quantitativo di feste di paese più o …

I... magnifici in degustazione

Voluptates, Magnifici vini in degustazione

Vabbe’ che ormai manca poco al Vinitaly, ma in giro ci sono altre manifestazioni che si rivelano un’ottima occasione per fare qualche degustazione. Ad esempio a Imola c’è un evento che ormai è giunto alla sua decima edizione ‘Voluptates, i magnifici in degustazione’. Per l’esattezza quest’anno sono 150 (erano partiti da quaranta), fra cui una ventina di etichette francesi. La tre giorni parte venerdì 15 fino e si chiude domenica 17 marzo ed è organizzata dalla delegazione locale dell’Ais. La novità di quest’anno è che è ospitata nel quadriportico di un museo civico, il San Domenico. Che, non a caso, è anche il nome del ristorante stellato imolese, gestito di Valentino Marcattilii. E in realtà, un’altra new entry di quest’anno è proprio che si potranno degustare (a 25 euro) tre fra i piatti più famosi dello chef. Torniamo ai vini, i veri protagonisti. La lista la potete trovare qui, ma intanto ve ne elenco qualcuno. Io ho un po’ una fissazione: che i territori dovrebbero proporre eventi che valorizzino i loro vini. Tanto più in Emilia Romagna, che è una regione che ha molto bisogno di essere raccontata, sdoganata e …

Il Club del Fornello di Rivalta, Imola

A cena con le fornelle

Chi ha mai sentito parlare del Fornello di Rivalta? Io mai, almeno fino a qualche mese fa. Fino a quando non ho incontrato un gruppo di simpatiche signore di Imola che fanno parte del gruppo locale. Il Fornello (magari ce n’è uno vicino anche a casa vostra) altro non è che una sorta di club di cucina, nato una trentina di anni fa a Castello di Rivalta, appunto, nel piacentino. Da qui si è ramificato in tutto il mondo e solo in Italia ci sono 44 delegazioni da Bolzano fino a Siracusa. Le associate, rigorosamente donne, si radunano periodicamente per organizzare cene a tema, molto ricercate, dal menù stampato all’apparecchiatura della tavola. Ai fornelli, che per molte di loro sono un hobby, abbinano a volte anche attività di volontariato nelle loro città. Insomma, il gruppo è una miscela di una sapiente cucina fatta in casa, con una buona dose di Saper vivere di Donna Letizia. Che ci sia dietro un po’ di snobismo se lo dicono da sé: “A noi non piace cucinare da massaie”, mi ha specificato la …

Sauvignon blanc Salcerella

Salcerella, il Sauvignon romagnolo che sa di Alto Adige

Ho veramente un debole per il Sauvignon, uno dei motivi per cui appena posso faccio una scappata in Alto Adige per fare incetta di questi bianchi profumatissimi. Ma, anche senza dover prendere la macchina per salire fino a Bolzano, ne ho trovato uno a pochi passi da casa che non solo non ha niente da invidiare ai bianchi altoatesini, ma vola anche più in alto. Almeno dipende da quanto vi piace quel caratteristico sentore vegetale o, come direbbero i francesi (che ci mettono sempre più grazia), di pipi du chat. La miracolosa scoperta è avvenuta a Imola, in provincia di Bologna. Città famosa per i matti, la Formula Uno (un tempo), tanta buona gastronomia e che io sto esplorando dal punto di vista enologico. Il vino di cui parlo è il Salcerella, un Sauvignon blanc in purezza, Colli d’Imola bianco Doc, prodotto dall’azienda agricola Tre Monti. Queste uve crescono nel podere che la famiglia ha sulle colline imolesi (l’atro è nel forlivese), particolarmente vocate per i bianchi semi-aromatici. Una prova ne è anche il Ciardo, uno Chardonnay (sempre in purezza), ammorbidito da un …

Bruno Barbieri (Dal sito di Sky.it)

Quattro chiacchiere con lo chef Bruno Barbieri

Lo ammetto, anche io sono entrata nel tunnel e, per un paio di mesi, mi sono drogata di Masterchef Italia. Non avevo guardato la prima edizione e mi sono accostata con sospetto, come faccio spesso nei confronti dei talent show e della tv in generale, alla seconda. Poi, puntata dopo puntata, mi è letteralmente spuntata la voglia di cucinare, tanto che, verso la fine della serie, le serate sono diventate ‘metaculinarie’: me ai fornelli in attesa della temibile mistery box. Oltre alla sorpresa, come ho giù scritto, di trovare un concorrente conosciuto (il terzo classificato Andrea), credo che il programma abbia alcuni difetti. Ad esempio, sarebbe bello che gli chef dispensassero qualche dritta culinaria in più per noi poveri mortali (anche se nelle ultime puntate hanno intensificato i consigli ai concorrenti in preda al panico). Anche la registrazione, che sicuramente permette di selezionare solo i momenti chiave, a volte rende la trasmissione un po’ fredda. E tutti entrano molto nel personaggio e ci marciano su. Il vero successo, secondo me, dipende dall’azzeccato trio di giudici: Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich. Non solo perché sono …