Author: persorsi

Bagno Vignoni

Un giorno a Bagno Vignoni

Dopo diverse scorribande, ho finalmente capito qual è il mio angolo preferito di Toscana. Ho avuto la fortuna di visitare parecchie zone, dall’Appennino fra Bologna e Firenze alla Maremma (mi mancano solo Livorno e Pisa, devo rimediare), ma il mio cuore batte per la Val d’Orcia. Fin qui sento di non essere molto originale, mezzo mondo la ama, ma restringerò di più il campo: il posto in cui ho sentito l’urgente voglia di tornare nei giorni scorsi  è il piccolo borgo termale di Bagno Vignoni. Visto che ne avevo già parlato in questo post più di un anno fa, questa volta racconto un itinerario diverso, scelto per far vedere a Patrick (che è stato sette volte in Giappone e mai qui) quello che mi pareva imperdibile per una prima volta. La bellezza da queste parti si paga, ma un paio di giorni permettono di vedere molto senza svenarsi, a patto di non esagerare con il signor Brunello di Montalcino. Bagno Vignoni Ci sono stata in primavera, in autunno e in pieno inverno. E tutte e tre …

La dentiera di Wellington

Le città della Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda è famosa soprattutto per la natura, nessuno ci andrebbe soltanto per le città. Io stessa, appena arrivata a Auckland, ho avuto la sensazione che fosse un po’ priva di forma e di coerenza, anche se poi ora penso che come giudizio sia stato ingeneroso. Dovendo selezionare le tappe di un viaggio fin laggiù è ovvio che consiglierei prima altre mete, ma non si possono tralasciare alcune città per capire meglio quel senso di novità e libertà che si trova in tutto il Paese. Una premessa: le città della Nuova Zelanda non sono grandi. L’unica ad avere dimensioni da metropoli è Auckland, mentre la capitale Wellington, in quanto ad abitanti sembra più una nostra città di provincia. In tutto il resto delle due isole ci sono praticamente solo paesi, alcuni costituiti da una strada con case a lato. Ma questo è poi uno degli aspetti più interessanti. Auckland Parto da qui la rassegna delle città della Nuova Zelanda perché ospita l’aeroporto dove normalmente atterrano i voli intercontinentali. E’ l’unica metropoli della Nuova Zelanda: un milione …

Fra Blenheim e Kaikoura

Emozioni di settembre: Nuova Zelanda, l’itinerario

In questi giorni mi stanno chiedendo tutti com’è la Nuova Zelanda. Cosa mi è piaciuto di più, quanto tempo serve per girare il paese, com’è la gente. E il Signore degli Anelli? Domande difficilissime, perché questo viaggio è stato troppo speciale, lungo e lontano per rispondere su due piedi. Più volte, in quei giorni laggiù, dall’altra parte del mondo, ho pensato ai mille spunti per il blog, alle mille cose non ancora lette e da scrivere, ma iniziare è complicato. E’ complicato riordinare i pensieri, che per quasi tre settimane, sono andati e venuti, come le maree che tutti i giorni ridisegnavano la costa. Del resto la Nuova Zelanda aveva il carico da novanta del viaggio di nozze, che ci ha racchiusi un po’ come in una bolla. Siamo partiti con emozioni fortissime, avvolti dal calore degli amici, e quelle emozioni sono cresciute di continuo, in un Paese che non mette alla prova come altri, ma che stupisce ogni giorno per il senso di possibilità che si respira. La prima risposta  provvisoria a tutte quelle domande …

Un viaggio che si chiama matrimonio

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole (Baudelaire) Ci sono tanti viaggi. Quelli in cui si riempe lo zaino di cose che peseranno sulle spalle e quelli studiati prima sulle guide mentre è la testa a riempirsi di immagini e di aspettative. E poi ci sono viaggi che in realtà sono parti stesse della vita. Non ci accorgiamo delle fermate, ma riusciamo a vederle solo dopo che la strada è segnata, dopo che abbiamo percorso parte di quel tragitto imboccato in modi un po’ misteriosi. Ed è questo il viaggio che sto facendo adesso. Ultimamente sono riuscita a scrivere poco sul blog, ho avuto meno tempo di raccontare luoghi già visti, esperienze già fatte, perché mi sono sentita risucchiata dal presente. E da un futuro molto vicino. Il fatto è che mi sposo. Mi sposo fra meno di un mese e in questo momento l’idea del viaggio è …

Amorgos

Cinque isole della Grecia

Questo post nasce da un paio di fatti che mi sono capitati negli ultimi giorni. Il primo è stato un video, commovente, regalatomi dalle amiche con foto improbabili  uscite da vecchi album: fra le altre, sono spuntate immagini cartacee di Corfù, di tende e traghetti presi nella notte. E poi due chiacchiere con don Domenico, parroco della chiesa dietro casa. Raccontando del suo annuale viaggio in Grecia, ha detto che ognuno di noi ha il suo paese d’elezione, una seconda patria. E, manco a dirlo, la sua è proprio questa terra di miti ed eroi. Ormai avevamo preso una brutta piega, mettendoci a rievocare in ordine sparso versioni di greco, Saffo e lacrime a Micene (capita ai malcapitati studenti del liceo classico). Anche per me questo Paese è speciale, con il suo relax accogliente, il suo azzurro, la magia sprigionata delle poche rovine rimaste. L’ho snobbata per anni pensando che tanto era dietro l’angolo e avrei avuto tanto tempo per andarci, un giorno. E invece i propri ‘luoghi’ bisogna inseguirli sempre, il prima possibile, per riequilibrare le …

Bangkok, foto di Persorsi

La mia Bangkok

Ci ho messo quei sette mesi (aiuto, il tempo vola) per buttare giù qualcosa su Bangkok. I motivi sono fondamentalmente due: il primo è che ci sono stata davvero poco, appena due giorni. L’altro è che mi pare che poche città siano già state raccontate, fotografate, amate e odiate come questa. Non voglio dire che è un tema inflazionato, anzi, ho sempre letto bellissimi post e articoli, dico solo che Bangkok è una città che non può lasciare indifferenti e che mi pare continui ad attirare  i viaggiatori come una potente calamita. Alcuni li seduce, altri li delude. Per molti è punto di partenza di altri viaggi, come una sorta di porta del Sudest asiatico, per altri è il concretizzarsi di un sogno chiamato Oriente. Inferno e paradiso. Per me è stato un po’ tutte queste cose assieme e il mio piano è di tornarci alla svelta per approfondire un po’ la conoscenza.  E, manco a dirlo su questi schermi, riassaggiare la cucina strepitosa. Intanto, mettendo da parte un po’ di timori reverenziali, mi limito a raccontare …

Laos

Laos: il trekking nella giungla

 Le foreste non sono spazi qualsiasi. Tanto per cominciare, sono spazi cubici. Gli alberi ti circondano, ti guatano, premono da ogni lato, ti impediscono la visuale, lasciandoti intontito e privo di punti di riferimento. Ti fanno sentire piccolo, confuso e vulnerabile, come un bambino sparso in una folla di gambe estranee. In un deserto o in una prateria si ha la sensazione di essere in uno spazio vasto. Ma di una foresta si può solo avere sensazione. Le foreste sono non luoghi, vasti e senza forma. Vivi. Per farla breve, le foreste mettono una gran paura. Bill Bryson, Una passeggiata nei boschi Il caldo fiacca le gambe. E’ insopportabile, ma mai quanto la fatica. Non mi ero accorta a Bologna di essere tanto fuori forma. Oppure è questo luogo ad essere così ostile? Detesto i due canadesi avanti a me che avanzano spediti, ma come fanno a non stancarsi? Meglio guardare in basso perché se vedo davvero per quanto continua la salita, la tentazione di lasciar perdere sarà troppa. Ma ormai sono andata avanti, anche …

Gli atolli di Hamata

Alla scoperta di Berenice

Sul Mar Rosso Sono arrivata ai 32 anni senza avere mai messo piede in un villaggio vacanze. Posti come Sharm El Sheik e simili in Italia non avevano mai suscitato la minima attrazione su di me. E così anche nella scelta di Berenice- il punto più a Sud del Mar Rosso in Egitto- a farla da padrona è stata la voglia incredibile, quasi una necessità, di andarmene semplicemente al mare ad aprile. Pur non essendo un tipo propriamente marittimo, avevo urgente desiderio di caldo e pesci colorati. A prezzi contenuti. E nel tempo di una settimana. Per questo sono state scartate, una dopo l’altra, destinazioni come Tulum, Ko Samui o la Jamaica. Il Mar Rosso, invece, era lì, a una distanza ragionevole. E così, comprata una muta da Decathlon, rispolverate le pinne quasi nuove, eccomi a scrivere dal terrazzino della nostra stanza nel resort. Sotto di me c’è un rigoglioso giardino, costantemente irrigato da giardinieri. Davanti, il mare, che in questi giorni è spesso increspato da un capriccioso vento che ora viene da Nord, ora dal deserto. …

Cosa fare a Bologna

“Non ricordo se è stato prima o dopo Lucca che sono andata a Bologna- una città così bella che ho mai smesso di canticchiare, per tutto il tempo che sono rimasta lì, la famosa canzone di David Bedingfield, ‘My Bologna has a first name: Pretty…’. Con le sue stupende architetture di mattoni rossi e la sua famosa opulenza, Bologna è chiamata per tradizione, ‘la Rossa’, la ‘Grassa’ e ‘la Bella’. Il cibo è certamente più buono qui che a Roma o, forse, semplicemente usano più burro. Anche il gelato a Bologna è più buono. I funghi qui sono grandi lingue carnose sensuali, e le guarnizioni di prosciutto sulle pizze sembrano merletti che ornano il cappellino di una bella signora. Poi, ovviamente, c’è il sugo alla bolognese, che sbeffeggia sdegnoso qualsiasi altra idea di ragù. Mentre torno a casa da Bologna mi rendo improvvisamente conto che non esiste in inglese un’espressione equivalente a buon appetito”. Elizabeth Gilbert, ‘Mangia, prega, ama – Una donna alla ricerca della felicità’  Bologna è bella, grassa e, soprattutto, tutta da gustare. …