Author: persorsi

A Bologna di mercato in mercato

Chi mancasse da tempo da Bologna, ad esempio uno dei tanti studenti fuori sede, e tornasse in città adesso noterebbe una cosa su tutte: la riscoperta dei mercati cittadini. Luoghi che a volte erano finiti un po’ nel dimenticatoio e che da un anno a questa parte stanno calamitando tutti i localini più alla moda. Visto che il bolognese medio tende ad andare sempre negli stessi posti, finché vanno, anche questi sono effettivamente spesso presi d’assalto, ma ne vale la pena perché mettono al centro il concetto di prodotto tipico, di qualità. O anche semplicemente perché offrono qualcosa di alternativo alla tradizionale osteria. Insomma, ho notato la crescita di una tendenza che all’estero ho già visto diverse volte (penso a città come Tel Aviv, Berlino, New York), ma ben venga anche da noi. Anche perché alcune zone bellissime del centro storico sono letteralmente rinate. Come ad esempio, quella del Mercato delle Erbe. Da anni passare per la piazzetta davanti a via Belvedere non era sempre una passeggiata piacevole. Ora certe sere non si cammina da …

Berlino: colazione a Prenzlauer Berg

Se il buon giorno si vede dal mattino, allora a Berlino tutto non può che andare alla grande. Come al solito, tornata da una città sterminata e piena di stimoli come questa, è difficile decidere da dove iniziare a raccontare. E allora perché non partire proprio dalla colazione? Una zoommata su un dettaglio che secondo me la dice lunga su questa capitale. Il quartiere di Prenzlauer Berg Camminando su Schönhauser Alee, nel quartiere di Prenzlauer Berg, a un certo punto si è attirati da covoni di fieno. Sì, paglia in mezzo al marciapiede, con tanto di fiori e piante. A guardare bene, sono proprio tavolini. Come se non bastasse, c’è anche un tuk tuk thailandese. Eccolo il posto per la nostra colazione. All’interno, nuove sorprese: un gatto comodamente seduto, specchi, fiori sui tavoli, un ambiente che porta indietro nel tempo. Un cameriere simpatico che ci cerca un menù in inglese. Siamo al Blumencafè e mi pare che questo luogo già racconti l’angolo di città in cui siamo capitati.   Bernauer Strasse Fino al 1989 questa colazione l’avremmo …

L’anima delle città

  Dov’è l’anima di una città? E’ la domanda con cui mi sono svegliata questa mattina pensando al mio prossimo viaggio a Berlino. Il punto è che mi trovo in quei giorni in cui si studia la guida, si guardano le immagini su Internet in piccole pause rubate al lavoro, in cui vado a cercare in altri blog qualche informazione. Da giovedì alla domenica. Poco più di tre giorni mi sembrano all’improvviso pochissimi per esplorare una città che vedo immensa sulla mappa. Leggo la Routard, la guida che viaggia con lo spirito più simile al mio, e cerco di capire questi quartieri così diversi, provo a individuare un itinerario. Quella manciata di musei imperdibili. Ma c’è qualcosa, in questo momento, che mi sfugge, mi disorienta: anche solo leggendo la Lonely Planet di qualche anno fa, Berlino sembra cambiare continuamente, è in perenne trasformazione. Mi scappa un’idea di questa città. Scrive la guida a proposito del quartiere in cui abbiamo scelto l’appartamento (con AirB&b), Prenzlauer Berg: “Come dappertutto a Berlino, anche qui si cerca di cancellare …

L’isola di Ishigaki in Giappone

C’è un posto speciale che mi viene subito in mente pensando al Giappone. E in queste ore ci penso parecchio visto che il mio primo viaggio, due anni fa, è iniziato proprio a metà gennaio. In realtà il luogo che racconto qui l’ho visitato all’inizio di aprile ed è uno dei più strani che io abbia mai visto. Soprattutto contraddice tutti quei personaggi che, senza avere mai messo piede in Giappone, seppelliscono i suoi abitanti sotto una pioggia di luoghi comuni: sono maniacali, troppo formali, un po’ falsi nella loro gentilezza. Girano vestiti come pazzi, mangiano solo pesce crudo a tutte le ore del giorno. Sono strani. Bene, tutte queste persone dovrebbero farsi un giro a Ishigaki, a sud della prefettura di Okinawa, l’arcipelago delle basi americane e, diciamolo pure, di Kill Bill. Penso che cambierebbero idea. Dov’è Ishigaki e come ci si arriva Nelle isole Yaeyama arriva la compagnia aerea low cost Peach. Gli aerei sono piccoli e un po’ troppo rosa per i miei gusti, ma sono molto nuovi e ci siamo trovati bene. …

Sapori francesi a Bologna, le Bar à vin

Devo fare una premessa: il locale protagonista di questo post purtroppo ha chiuso proprio da pochi giorni. Ma ve lo lascio leggere lo stesso: un personaggio come Angelo va comunque conosciuto. E chissà mai che non si lanci di nuovo in qualche avventura in futuro. Passando per la centralissima via Nazario Sauro, se buttate l’occhio sulla sinistra, lì proprio vicino al ristorante indiano, vi capiterà di vedere una lavagnetta davanti alla porta del nuovo locale. Si tratta del Bar à vin, aperto poco prima di Natale. Sono subito andata a fare un sopralluogo visto che quel posto lo tenevo d’occhio da un po’. Perché? Il locale ha preso il posto del ristorante francese Au Coq qui rit. Molti bolognesi lo conoscevano bene, in via Fondazza, un po’ nascosto sotto i portici, con la sua luce bassa, le note di Edith Piaf, le pareti violette. Un locale caldo e con un menù francese con varie portate classiche (fra cui il petto d’anatra e le mitiche lumache), che io amavo molto. Bene, lo spirito mi sembra rinato …

Un anno di viaggi: il mio 2014

 Viaggiare è un’arte. Bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore Tiziano Terzani, Un indovino mi disse. Acqua color terra, colline piene di viti, mare di un blu profondo, quasi violaceo. Sono le immagini più intense di questo 2014 che sta scivolando via e che mi ha regalato bellissimi viaggi e incontri straordinari. Questo post, un po’ schematico forse, serve soprattutto a me: mi ricorda che non c’è niente di cui lagnarsi visto che di occhiate in giro ne ho date parecchie. E con un ottimo compagno di viaggio. Alcuni paesi mi sono piaciuti di più, altri li ho capiti forse meno, ma comunque mi resta una importante sensazione di fondo: che in viaggio mi sento più viva che mai, senza finire di meravigliarmi e sfidando le mie paure. Su Facebook in questi giorni spopola il collage di foto del proprio 2014. Beh, ecco il mio personale calendario di viaggio. Gennaio Mi piace visitare i luoghi fuori stagione, vederli con un’atmosfera diversa, senza gente, anche se non manca mai la delusione davanti a qualche posto …

Cucina francese in Laos

La cucina francese in Laos

Che il Laos sia un paese imprevedibile e completamente fuori da ogni schema l’ho già detto. Ma fra le cose che mi hanno stupito di più (nel mio caso non è una novità, lo so) c’è la cucina. Devo dirlo subito: i piatti laotiani mi sono parsi buoni, ma non indimenticabili (mi perdonino gli amanti dello sticky rice, ma davvero non è il mio forte). Però c’è un aspetto incredibile: la fusione con la cucina francese, che racconta in una forchettata (sì, si usano più le posate delle bacchette) anni di esperienza coloniale. Sembra scontato, ma non lo è. E il risultato, nel lungo periodo, è fantastico: un po’ perché oggi l’incontro fra le due culture ha creato comunque piatti nuovi e originali. Un po’ perché mangiare francese in riva al Mekong costa meno della metà che in Italia. Accetto già la critica: questo non può essere la vera realtà culinaria locale. Rimando al mittente. Il Laos è tutto questo: street food al mercato notturno, come questo spaccato di Francia. La storia ce la teniamo …

Forno a legna laotiano

Una pizza speciale in Laos

Luang Namtha Questo post parla di due cose: di quanto a volte basti mangiarsi una pizza per sentirsi subito meglio e del variegato mondo delle minoranze etniche del Laos. Accostamento folle? Neanche troppo, se siamo al Bamboo Lounge. Ci troviamo a Luang Namtha, nel nord del Paese, a una manciata di chilometri dal confine cinese. Era il nostro punto d’arrivo dopo i due giorni di navigazione sul fiume Nam Ou e resta l’ultima cittadina relativamente facile da raggiungere prima della remota provincia di Phongsali. E’ un posto strano: da un lato è circondato da una natura rigogliosa, e non a caso è uno dei punti di partenza privilegiati per il trekking nella giungla. In particolare da qui ci si inoltra nella riserva di Nam Ha, una delle più incontaminate di questa fetta d’Asia. La sera le montagne si tingono di blu mentre le risaie scintillano nell’ultima luce del tramonto. La parte più antica, vicina all’aeroporto (ebbene sì, c’è una pista qui), non siamo riusciti a visitarla, ma da quanto spiega la guida è una sorta …

Laos, il viaggio dei viaggiatori

Uno degli aspetti che mi sono più rimasti impressi del mio viaggio fra Thailandia e Laos è stato l’incontro con loro: i viaggiatori, zaino in spalla o meno, conosciuti di continuo nell’arco di questi incredibili quindici giorni. Certo, non è stata la prima volta che alcune persone che hanno condiviso con me (per ragioni che restano assolutamente misteriose) anche solo qualche ora in un Paese siano rimaste presenze vive nella mia memoria una volta tornata a casa. In alcuni casi è rimasta una presenza fisica, come tangibili sono le foto che mi mandò, a Natale, una ragazza tedesca con cui avevo condiviso per caso alcuni giorni di trekking in Islanda. Quindi, è vero che in viaggio cerchiamo il contatto soprattutto della gente del posto (se no in fondo, che ci siamo andati a fare fino a laggiù). Ma è anche vero che a volte il viaggio è racchiuso in altri viaggi, come un sistema di matrioske, di persone che sfioriamo solo per un attimo. I loro racconti ci ispirano nuove avventure, ci portano con loro …

Prime impressioni sul Laos

Ero partita per il Laos rimuginando su cosa volesse dire Tiziano Terzani (nel libro ‘Un indovino mi disse’) quando scriveva che questo Paese era “uno stato mentale”. Tornata da quindici giorni davvero intensi di Asia profonda, credo di avere capito un po’ di più l’essenza di questa frase. Ma certe riflessioni sui luoghi e sulla gente richiedono il loro tempo prima di uscire. Vanno un po’ covate, cosa perfetta in queste serate bigie di Pianura Padana che così tanto stonano con i colori cangianti di Bangkok e con le vesti arancioni dei monaci di Luang Prabang. Ma qualcosa, intanto, del Laos la posso iniziare a dire. Perché andare in Laos Ce l’hanno chiesto tutti, appena messo piede là. E se a casa mi sento a disagio con amici e parenti “perché sono sempre via”, ecco, in Asia, un viaggio di sole due settimane fa strabuzzare gli occhi agli altri viaggiatori. Ma in molti erano anche stupiti del fatto che avessimo scelto questa sola meta, invece che spostarci qua e là zigzagando sui confini vietnamiti o cambogiani. …