Author: persorsi

L'acqua alta

Dieci cose da fare a Venezia (se non è la prima volta)

Venezia è una città che non mi stanca mai e in cui cerco di tornare almeno una volta l’anno. L’ho vista in tanti momenti diversi: nel caldo del Festival del Cinema, tornando di notte dal Lido davanti a una distesa di luci galleggianti sull’acqua. L’ho visitata nelle giornate terse invernali, quando il cielo azzurro si srotola come una tela dietro palazzi senza tempo. L’ho vista fra i colori del Carnevale e sulle passerelle per l’acqua alta in una bolla d’umidità. L’ultima volta è stata poche settimane fa, a inizio primavera, e sono andata alla ricerca di angoli che ancora non avevo scoperto o che meritavano decisamente un secondo passaggio. Il momento che amo di più, però, resta l’arrivo col treno, quando ci si lascia alle spalle Mestre e all’improvviso si spalanca la Laguna. Venezia è lì che ti aspetta, dopo quel braccio di ferrovia. E sembra aspettarti da secoli. Buongiorno #venezia. Sei sempre bellissima #venice #veneziagram Una foto pubblicata da letizia (@letidzia) in data: 10 Mar 2016 alle ore 23:33 PST 1) Lo squero di …

Laugavegur

Il Laugavegur in Islanda

E’ possibile che il posto del cuore sia anche quello di cui non ho mai scritto una riga? Come se quel luogo e quei giorni fossero rimasti a lungo a sedimentare, a vivere in uno spazio interiore. Poi un giorno, all’improvviso, devo scriverne, anche per non perdere quelle sensazioni così vive, anche dopo anni, nella mia testa. E quel giorno è oggi. Sto parlando dell’Islanda, un viaggio che per me ha il sapore dell’incompiuto e chi mi chiama da un po’ di tempo per chiudere il cerchio. Quando sono stata la prima volta avevo a disposizione una settimana risicata, che è stata sufficiente per innamorarsi di questo paese, ma non abbastanza per sentirsi appagati. Ora so che tornerò, spero già quest’anno, ma intanto ecco la parte principale del mio viaggio, il Laugavegur. Quando mi avevano detto che era uno dei trekking più affascinanti del paese non sapevo bene cosa aspettarmi. Sono partita guardando le foto di Patrick, ma poco di più. Dopo una tappa a Reykyavik, città rilassata e giovane, e una nelle acque calde della …

La vista della finestra della casetta

Le mie Fiji

E’ un pomeriggio bolognese di quelli in cui il cielo si piazza in modalità grigio topo con l’aria di volere restare così per giorni. Proprio come la pioggia. Clima ideale per ripensare alle Fiji, e non solo per farsi del male. In effetti nella nostra permanenza sull’isola di Tokoriki il sole non si è fatto vedere quasi mai e ci siamo fatti un’idea piuttosto precisa di cosa siano le piogge tropicali. Uno smacco, una volta che si vola fino a là, e pure nella stagione asciutta (settembre)? In realtà no. In fin dei conti, chi può avere il coraggio di lamentarsi dopo avere passato quasi tre settimane in Nuova Zelanda? La tappa alle Fiji era il coronamento del nostro viaggio di nozze. E lo è stato, anche sotto l’acqua. E, soprattutto, ha rappresentato la chiusura del cerchio: gli antenati dei Maori, infatti, arrivarono in Nuova Zelanda mille fa non dalla vicina Australia, ma proprio dalle isole del Pacifico. Loro navigarono a bordo di canoe, noi abbiamo volato per quattro ore da Christchurch, ma alla fine …

Il Nins Bin, Kaikoura (Nuova Zelanda)

Mini-guida alla cucina della Nuova Zelanda

Il tempo passa e la nostalgia della Nuova Zelanda punge sempre un po’ di più. Dopo avere raccontato le città e i miei luoghi preferiti, proseguo con la cucina. Punto per altro controverso, visto che in Internet mi sono imbattuta in giudizi anche molto negativi. Io in realtà sono rimasta soddisfatta (anche se la leggerezza non è sempre di casa), soprattutto per un motivo: si vede che c’è voglia di sperimentare e migliorare la tradizione britannica, che per altro si ritrova nella cucina maori, come mi hanno confermato alcune persone che si sono trasferite laggiù dall’Europa. E poi è molto importante la contaminazione con i piatti asiatici, per non parlare dell’attenzione alle allergie alimentari o al mondo dei vegani: insomma, è difficile non trovare qualcosa che piaccia. Con una nota dolente: il cibo buono in questo paese costa. Nel senso che è dura mangiare a meno di 40 dollari in due, a volte anche solo con un piatto e un calice di vino. Insomma, si deve mettere in conto se si viaggia dovendo mangiare sempre …

Verso Dubai

Un anno di viaggi: il 2015

Mancano pochissime ore alla fine del 2015. E’ un momento, questo, che di solito per me è un po’ inquieto fra scadenze e organizzazioni (sempre all’ultimo minuto) del Capodanno. Ma questa volta è diverso, perché l’anno che sta finendo mi ha regalato emozioni incredibili e ricordi indelebili. Ci  sono state luci e ombre come per tutti, ma l’intensità di certi giorni è stata davvero un regalo. In più ho realizzato un sogno: arrivare dall’altra parte del mondo, a respirare un po’ di libertà in Nuova Zelanda. Grazie 2015 e soprattutto alle persone che hanno “viaggiato” con me.   sorsi di Toscana #castigliodellapescaia #igers #igerstoscana #vino #happiness Una foto pubblicata da letizia (@letidzia) in data: 28 Mag 2015 alle ore 07:58 PDT countryside summer #dozza #imola #igersbologna #ig_bologna #igersemiliaromagna #panorama #countrysidelife foto pubblicata da letizia (@letidzia) in data: 19 Giu 2015 alle ore 01:32 PDT   Infine questa: la mia foto dell’anno. A Malpensa alla fine di agosto verso Dubai e poi verso la Nuova Zelanda. Il momento perfetto: storditi di felicità (e sonno) e avvolti …

I libri del 2015

Il 2015 da sfogliare: i miei libri di viaggio

E’ la prima volta che scrivo di libri, ma mai come quest’anno mi sono dedicata alla lettura di viaggio e così eccomi qui. In questi mesi ho pensato che, prima di scrivere, a volte serve leggere chi la sua voce l’ha già trovata e quindi ho fatto scelte un po’ diverse sugli scaffali delle librerie. Poi, come al solito, le cose succedono un po’ prima che ce ne accorgiamo e, alla fine della fiera (e dell’anno), mi sono resa conto che quasi tutti questi libri erano scritti da donne. Nessuna scelta femminista consapevole la mia, ma forse qualcosa dentro di me mi ha spinta in questa direzione. Con l’eccezione di Paul Theroux, scrittore quasi mitologico per me. Questi titoli di libri di viaggio dovevano essere consigli per i regali di Natale, ma sono arrivata lunga. Le parole, però, erano lì, in parte già scritte negli scorsi mesi, e dunque ecco il mio 2015 di libri. Mangia, prega, ama. Una donna alla ricerca della felicità. Senza Fondo, devi imparare a scegliere i tuoi pensieri, proprio come …

Cinque cose da fare a Merano

In questo periodo Merano fa pensare soprattutto ai mercatini di Natale e in effetti anche io qualche giorno fa mi sono bevuta i miei gialli bombardini scegliendo qualche costosissimo regalino o ammenicolo casalingo e piangendo lacrime di coccodrillo dopo svariate fette di Sacher. Ma questo risvolto natalizio è solo una parte del mio quinto blitz in Alto Adige, in un angolo che continua a meravigliarmi. Forse sto diventando un’abitudinaria, ma mi piace avere un posto amico, di cui sto imparando a riconoscere i profili e che inizio a sentire famigliare. In più questa montagna che nasconde un’anima mediterranea per il suo particolare microclima è particolarmente adatta a persone come me, escluse dal popolo degli sciatori, ma amanti di passeggiate e ciaspolate, della storia e della buona tavola. E mercatino di #natale sia. #rovereto #mercatinidinatale #trento #igerstrentino Una foto pubblicata da letizia (@letidzia) in data: 10 Dic 2015 alle ore 07:47 PST A Merano la metà di dicembre è un periodo strano, perché in teoria siamo in alta stagione, ma di fatto fra il ponte dell’Immacolata …

Angkor Wat al tramonto

Tre giorni fra i templi di Angkor

Un giorno, addentrandosi nella foresta, dove si faceva compagnia cantando tra sé e sé la Traviata, come racconta nelle sue lettere, Mouhot d’un tratto, in mezzo al fogliame fitto, sotto gli alberi giganteschi, si sentì guardato da due, quattro, dieci, cento occhi di pietra che gli sorridevano. Ho sempre cercato di immaginarmi che cosa avesse provato in quel momento; un momento per il quale era valso il suo viaggio, e la sua morte. Tiziano Terzani, Un indovino mi disse Volevo raccontare il cibo cambogiano (e lo farò), ma scorrere le foto dei templi di Angkor mi ha fatto cambiare idea. Quelle pietre parlanti hanno scompigliato le carte in tavola, mi sono rimaste così impresse, in quel gioco di rosa e verde scolpito dal tempo, che mi ritrovo invece a scrivere la mia esperienza nel sito archeologico. Anche se in certi momenti mi sono maledetta per avere deciso di visitare la Cambogia in soli sei giorni — di cui uno passato a navigare e uno in minivan per fare qualcosa tipo 400 chilometri — davanti allo spettacolo dei …

Lanterne a tutto spiano

Le luci di Bangkok

Questa volta parto dalla fine. Dalle ultime ore del mio ultimo viaggio fra Thailandia e Cambogia un anno esatto dopo il Laos e il mio primo contatto con Bangkok. E proprio a Bangkok torno in questo post, una città che sono davvero felice di avere visto una seconda volta e di avere capito un po’ di più. La strada è ancora lunga in questa metropoli sconfinata, che non conosce mezze misure, ma anche grazie ad Andrea e Kevin e a piccoli e grandi viaggiatori, ho scoperto alcuni angoli che ho amato moltissimo. Del resto sono sempre i dettagli a fare la differenza e una passeggiata notturna nel profumato mercato dei fiori o una cena sul fiume in un localino illuminato dalle lanterne mangiando piatti che non so se sarei capace di riordinare sono proprio quei dettagli che cambiano passo al viaggio. Lanterne, luci dappertutto. Sull’acqua, ma anche davanti ai templi. È la vigilia del #loikrathong. purtroppo la festa è domani e noi lasciamo la #thailandia fra due ore. Ma la magia è adesso #bangkok Una foto pubblicata da …

Nel villaggio Maori

Nuova Zelanda: incontrare i Maori si può?

Fra le domande più gettonate al ritorno della Nuova Zelanda c’è questa: ma come sono i Maori? Seguita subito da una seconda: ma sono come gli Aborigeni australiani?  Confesso che trovo entrambi i quesiti un po’ strani, per due motivi. Il primo è che i Maori non sono qualcosa di avulso dal resto della popolazione locale: sono la popolazione locale, o almeno, gli abitanti arrivati per primi. Sull’altro punto, che dire: io in Australia ci sono passata solo per un giorno e davvero non so rispondere. Ma se il riferimento è l’isolamento di cui spesso si sente parlare a proposito degli Aborigeni, allora la risposta è no. Per i Maori non vale nulla di tutto questo. Anche se, è vero, non sono così numerosi come i neozelandesi di origine anglosassone e l’approccio con la loro cultura tradizionale spesso è filtrato da esperienze un po’ ‘turistiche’. Quello che ho capito dei Maori Gli antenati dei Maori sono arrivati in Nuova Zelanda circa mille anni fa. Sono partiti dalle isole del Pacifico e, a bordo di canoe, …