All posts filed under: viaggi

Mangiare il venerdì sera a Gerusalemme

E’ shabbat: e io dove mangio? Sembra facile, ma non lo è. O, per lo meno, non lo è sempre. Mangiare a Gerusalemme non richiede che l’imbarazzo della scelta, visto che anche per il palato è un vero crocevia enogastronomico. Sia nella città nuova, che fra le mura della vecchia, non avrete difficoltà a trovare ottimi hummos e falafel, cucina armena o araba. Ma la città cambia volto con l’inizio dello shabbat: dal venerdì sera, da quando cala la luce del giorno, sarà veramente dura trovare un locale aperto per cena. Del resto qui la parola kosher è decisamente di casa. Come ho già scritto nel precedente post mangereccio sul mio viaggio in Israele, di sabato le attività degli ebrei ortodossi si fermano quasi completamente. Niente tram, niente ascensori, niente ristoranti aperti. A parte qualche eccezione che abbiamo scovato, un po’ grazie alla Routard, un po’ grazie al web (quello funziona). E un po’ per caso. Barood Inizio subito da questo posto delizioso. Propone cucina sefardita, ma sembra un vero e proprio angolo di Francia nel cuore della …

Dormire in tenda a duemila metri

Dormire in tenda al Salewa Base Camp Yuko invece nella sua compagna vedeva cinque caratteristiche diverse, che appagavano il suo talento artistico. “E’ bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di una grande purezza. Congela la natura e la protegge. dunque è una vernice. La più delicata vernice dell’inverno. Si trasforma continuamente. dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi di scrivere la parola neve. E’ sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo. Si muta in acqua. Dunque è una musica. In primavera trasforma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche“. da ‘Neve’, Maxance Fermine Io non sono un’esperta di montagna. Non so sciare, non ho una tuta da sci, sono quella che fa sempre la corsa da Decathlon per cercare il minimo indispensabile il giorno prima di partire. Al freddo preferisco il caldo e ho dormito in tenda solo in Grecia, d’estate. Soffro di vertigini e stare a gambe a penzoloni nel vuoto a tratti mi impedisce di parlare. Ed è proprio per questo che ho deciso di partecipare al Salewa Base Camp a Merano 2000. Confesso che …

Ripensando al Sudafrica

“Io conosco il canto dell’Africa, della giraffa e della luna nuova africana distesa sul suo dorso, degli aratri nei campi e delle facce sudate delle raccoglitrici di caffè. Ma l’Africa conosce il mio canto?”. Karen Blixen Fino alla fine del mondo e ritorno In questi giorni in cui le immagini di Nelson Mandela fanno il giro del mondo, la mia mente, ogni volta che incrocio un servizio in tv, torna in Sudafrica. Un viaggio che ho fatto nel 2008: due settimane e una macchina da Cape Town fino al Parco Kruger. Mentre guardo un’intera popolazione in pianto per un uomo che ha fatto della dolcezza la sua principale caratteristica, penso a questo paese che sento di non avere capito del tutto. In quasi tutti i posti in cui ho viaggiato la sensazione, alla partenza, è che mi sarebbe servito più tempo. Ma fondamentalmente per vedere più cose, più posti. In Sudafrica, invece, ho pensato che sarebbe servito un periodo più lungo per entrare con maggiore profondità in questo paese così lacerato, sezionato, stratificato, in cui …

Mangiare (quasi) low cost a Tel Aviv

Tel Aviv Diciamolo subito: Israele è un tripudio enogastronomico. Terra di incrocio, approdo, sintesi, anche la cucina descrive questo continuo puzzle culturale. Se i sapori dominanti sono quelli mediorentali, non mancano influssi dell’Europa dell’Est e tanta, tanta sperimentazione. In più è decisamente anche il regno di vegetariani e vegani: dai falafel all’hummus, non è difficile infatti trovare locali che comprendono nei menù tante possibilità. Unico problemino: il prezzo. Se vi trovate a Tel Aviv non avrete che l’imbarazzo della scelta dalla colazione al dopo cena, ma per il portafogli potrebbero essere dolori. Giusto per dare un’idea, non ci discostiamo dai prezzi delle città del Nord Italia o dalla principali capitali europee. Ecco quindi qualche consiglio per mangiare (davvero) molto bene a prezzi onesti. Miznon Come sempre, i posti migliori si trovano per caso. E dire che spesso, arrivando tardi (oltre le 23.30) in una città nuova, mi è capitato di dovermi accontentare del primo posto trovato aperto nei paraggi dell’albergo. Questa volta siamo stati davvero fortunati. In King George, infatti, vagando solo pochi minuti (a …

Un venerdì pomeriggio a Gerusalemme

“E fattolsi chiamare, e familiarmente ricevutolo, seco il fece sedere, et appresso gli disse: – Valente uomo, io ho da più persona inteso che tu se’ savissimo, e nelle cose di Dio senti molto avanti; e per ciò io saprei volentieri da te, quale delle tre Leggi tu reputi la verace, o la giudaica, o la saracina, o la cristiana” Boccaccio, Decameron Ci sono un ebreo, un cristiano e un musulmano Arrivano con passo spedito, sagome nere mentre le luci calano sulla città vecchia. Sono piccoli gruppi, qualcuno è solo, e tagliano l’aria non traditi dalla pietra scivolosa. Ci accodiamo, ci porteranno loro al muro occidentale (il western wall), punto di incontro fra il quartiere ebraico e quello arabo. Il minareto ancora canta e da poco abbiamo lasciato il corteo dei francescani che hanno guidato i fedeli lungo la Via Crucis del venerdì. Li abbiamo seguiti fino al Santo Sepolcro, nel suq a tratti sembrava di soffocare da tanti eravamo. Alcuni commercianti arabi ci hanno guardato con irritazione: bloccavamo l’ingresso al loro negozio, lì fermi davanti alle stazioni del …

La Cuba più vera: Viñales

“Loreto impagliato ed il busto d’Alfieri, di Napoleone i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto), il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti, i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro, un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, gli oggetti col monito, salve, ricordo, le noci di cocco, Venezia ritratta a musaici, gli acquarelli un po’ scialbi, le stampe, i cofani, gli albi dipinti d’anemoni arcaici, le tele di Massimo d’Azeglio, le miniature, i dagherottipi: figure sognanti in perplessita’, il gran lampadario vetusto che pende a mezzo il salone e immilla nel quarzo le buone cose di pessimo gusto, il cucu dell’ore che canta, le sedie parate a damasco chermisi… rinasco, rinasco del mille ottocento cinquanta!”. Guido Gozzano, L’amica di Nonna di nonna Speranza C’è un angolo di Cuba in cui il turismo e l’autenticità delle persone formano (ancora) un’equazione perfetta. Questo posto è Viñales. Ripensando, e mi capita spesso, al mio ultimo viaggio nell’isola caraibica, uno dei ricordi più vivi me lo regala questa piccola e vivace cittadina, annidata in una quieta vallata. …

Cosa mangiare nei Balcani

A chi è mai capitato di fare colazione con una pasta sfoglia piena di carne macinata alzi la mano. E faccia un passo avanti chi mangia abitualmente salsicce di tonno. O chi, se gli parli di prugne, pensa subito alla grappa. Potrebbe capitare, nei Balcani Occidentali. Questo secondo post, che segue quello sul mio viaggio da Trieste al Montenegro ‘passando’ per Sarajevo, parlerà, appunto, di piatti. Inutile anticipare che in tre paesi così diversi come la Croazia, il Montenegro e la Bosnia, anche la cucina la dice lunga su quanto influenze, religione e dominazioni abbiano lasciato tracce in questa terra incastonata fra Europa e Asia. Partiamo dalla costa. Dalmazia. La storia è nel piatto. Che gran parte dell’attuale Croazia sia stata italiana fino a tempi recenti lo si capisce già dal menù. Una delle specialità di tante località costiere è il risotto, in particolare al nero di seppia o con i gamberetti. Tante le variazioni del pesce, cucinato sia grigliato che fritto. A Dubrovnik ho anche provato delle ottime ostriche (io le ho mangiate al Kamenice in una piazzetta molto scenografica, ottimo il rapporto qualità prezzo in una città piuttosto cara), anche se un …

Sette posti del cuore

Si avvicinano le vacanze estive e, mentre sto organizzando il mio prossimo viaggio, mi corre il pensiero ai posti già visti negli ultimi anni. La domanda è: qual è quello veramente speciale di questi? Mi viene in mente ‘Alta fedeltà’, il romanzo di Nick Hornby in cui il protagonista continuamente propone al lettore una sua top five, su vari temi. Per quanto riguarda i viaggi, è difficile fermarsi a cinque, per cui, dopo averci pensato un po’ (ma non troppo in realtà), ne elencherò almeno sette. Saranno delle pennellate, alcune tracce di questi posti speciali. Sono i miei luoghi del cuore, in cui la natura mi ha sopreso e tolto il respiro. Oppure città così incredibili da farti sentire come appena scappato di galera. Luoghi in cui ho scoperto mondi diversi, soprattutto dentro di me. Dove mi sono messa alla prova, o semplicemente in cui mi sono divertita. Angoli di mondo speciali in cui non vedo l’ora di tornare e, allo stesso tempo, ho paura di tornare. Perché potrei trovarli diversi dal ricordo che ho. 1) Rifugio di Hrafntinnusker, Islanda. …

Viaggio nei Balcani, capitolo 1

Attraversare i Balcani occidentali è un viaggio nel viaggio. Il paesaggio si trasforma, fuori dal finestrino, mentre si scende attraverso la Slovenia e la Croazia, ci si spinge fino al Montenegro per risalire in Bosnia Erzegovina, sempre più a Est. Cambiano i colori, dalle pietre abbaglianti delle case di Dubrovnik, al grigio dei palazzi della Novo Sarajevo. Cambiano i volti, dai fisici atleti dei croati, alle donne velate della Bascarsija. Cambiano i campanili, che lasciano il passo ai minareti. Cambiano i sapori, dai risotti di mare della costa, ai piatti virili di carne del Montenegro. Visitare i paesi della ex Jugoslavia, cuciti tra loro come una trapunta colorata, meriterebbe mesi di viaggio e anni di comprensione, ma anche una sola settimana passata a macinare chilometri è così ricca da sentirsi sazi. Ma il percorso che propongo qui è comunque un assaggio di questa terra di confine tra Asia e Europa, in cui troppo spesso si è accesa la miccia innescata da rancori antichi, conflitti religiosi, istinti primordiali. Ma anche una terra divisa fra montagne severe, verde scintillante (piove parecchio in effetti) e mare di un azzurro intenso. Come l’ho scelto. …

Non solo sushi, cosa mangiare in Giappone

 Prima del più famoso ‘l’Eleganza del riccio’, Muriel Barbery ha scritto un libro che si chiama ‘Estasi culinarie’. Sarebbe il titolo perfetto anche del mio primo viaggio in Giappone. Dodici giorni fra il delirio di Tokyo, l’incanto di Kyoto e suggestive (e innevate) località di montagna. Sono pronta a sostenere che un quaranta per cento almeno della bellezza del Paese risiede nel cibo. Lo scopo principale di questo post, dunque, è sfatare un mito: che nel Sol Levante si mangi solo pesce crudo (cosa che per altro mi renderebbe molto felice). Non c’è persona, e dico una, che alla partenza o al rientro dalle vacanze non mi abbia buttato là: “Quindi, avrai mangiato del gran Sushi?”. Gran sushi sì, ma non solo. In Giappone c’è una varietà gastronomica incredibile. Troverete localini in ogni cittadina, in ogni stradina. Fra le cose divertenti, è che tutti i posti sono specializzati in un piatto particolare, quindi basta capire di che cosa si ha voglia e cercare il ristorante adatto. Altra cosa: anche i prezzi sono molto fluttuanti: gli spiedini di carne o una ciotola di ramen vi costeranno davvero pochi euro, mentre per …